“La Zampogna”
La zampogna, detta anche ciaramella, e uno dei degli strumenti musicali simbolo della valle di Comino,in particolare dell’area che va da San Biagio Saracinisco a Picinisco e all’Atinate.
Le origini sono molto antiche, addirittura la leggenda vuole che sia stato Saturno ad inventare questo strumento quando si rifugiò nella nostra valle.
La zampogna è essenzialmente uno strumento della tradizione popolare che ha rappresentato, nei tempi antichi,“la voce” di una realtà contadina e pastorale, afflitta e frustrata dalle dure condizioni di vita (una sorta di “blues nostrano”), essa accompagnava canti popolari in occasione di particolari eventi legati al ciclo contadino, quali, la trebbiatura,la raccolta del grano e la vendemmia; questi canti erano spesso finalizzati al corteggiamento di una donna.
Oggi l’attività dello zampognaro è legata quasi esclusivamente a festività religiose, in particolare con il Natale, quando dai centri di origine ci si sposta in lungo e in largo per tutta la valle e oltre annunciando la nascita di Cristo; girando di casa in casa gli zampognari ricevono offerte, in genere olio,vino e a volte anche denaro.
Il noto scrittore inglese D.H.Lawrence negli ultimi capitoli de “La ragazza perduta” scritta nella Valle di Comino, fa una suggestiva descrizione della zampogna:
“All’improvviso una musica primitiva risuonò nella grigia aria mattutina : era il lamento di una zampogna”
E ancora:
“Era una musica strana, acuta,rapida e gridata, la voce stessa delle montagne”.
Questo versi esprimono forse più di altri l’immagine ancestrale di questo strumento, il cui suono avvolto in “un’ atmosfera drammatica” risuona nell’aria . |