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San Donato Val di Comino è posizionato sul versante laziale del Parco nazionale d'Abruzzo. Un paesino caratterizzato da scalinate, stradine strette e ripide, che si aprono in piazzette dominate da belle chiese tra le quali: il santuario di S.Donato, più volte restaurato ma che conserva ancora le tre navate, ed il Duomo di San Marcello, a pianta basilicale.
La parte più antica del paesino è caratterizzato dalla possente torre quadrata della rocca. San Donato Val di Comino, grazie alla sua splendida posizione immersa nel verde ed a pochi chilometri dal Parco Nazionale d'Abruzzo, è il posto ideale per escursioni, gite in montagna e passeggiate naturalistiche.
Il Castello è il Rione più antico del paese e geograficamente si colloca nella radice dell’Appennino, circoscritto da austere porte di accesso rivolte a Greco, Levante e Ponente. Nel 1632 G.P.M. Castrucci scriveva che “San Donato... è divisa in due Rioni, Castello, e Valle; il Castello è tutto cinto di mura, con le sue torri...”. Da sempre dediti al culto del Santo Patrono, nel XVI secolo gli abitanti del Rione costruirono in economia il Santuario.
Dopo il XV secolo il territorio, chiamato Santo Donato Castello, viene conteso dalle famiglie Cantelmo, Cardona e persino dai Borgia. “Industriosi et fatiganti”, i sandonatesi del tempo erano dediti all’artigianato, infatti producevano “de li panni di lana, per loro uso et per vendere”. La loro abilità favorì contatti anche con le popolazioni dell’Umbria e della Toscana. A tal proposito, nel 1574, Prudentio annota la presenza di "mercanti nobili fiorentini, che fanno faccende assai tal che con la loro industria et sapere son fatti ricchissimi”. Oltre che nel lavoro artigiano, i nostri antenati si distinsero nell’ “arte della guerra”. Soldati di grande valore, eredi dell’antica milizia del Castrum Sancti Donati, i sandonatesi si fecero apprezzare in tutto il Regno per la lotta al brigantaggio. In tempo di pace, e fino al Settecento invece, diedero vita ad un originale Palio della Lotta.
Nel 1595, in nome del Cardinale Tolomeo Gallio, il territorio passò alla famiglia Gallio che lo amministrò per oltre duecento anni, con scarso e decadente interesse. Nel 1669, a causa di una grave pestilenza, la popolazione "che assommava a 2344 anime fu ridotta a sole 640. Morirono di tal flagello 1704 persone". Nell'arco del XVII e XVIII secolo, San Donato ebbe un dominio stabile e non fu interessato da guerre per cui, nonostante battute d'arresto dovute a crisi demografiche, si ebbe un notevole sviluppo sia economico che urbano, superiore a quello degli altri centri del ducato di Alvito. Con vari gradi di interesse storico-artistico è quindi possibile notare l'espansione sei-settecentesca, con la costruzione nel centro urbano di palazzi signorili, piazze e l’ammodernamento di chiese e conventi.
Manifestazioni ed eventi: Carnevale Val Comino - Festa patronale (6/7 agosto) - Rassegna nazionale del teatro (fine luglio-agosto) - Festa contadina (I settimana di settembre) -
Da visitare: Chiesa di S. Maria e S. Marcello - Santuario di S. Donato - Centro storico - Resti di mura ciclopiche del periodo sannita - Torre - "Sentieri natura" sul Parco Nazionale d'Abruzzo - Campi da sci (sci di fondo) - Centro di cultura ambientale (museo) - Museo della civiltà contadina
Specialità Gastronomiche: Liquore con fragoline di bosco
Fiere: Fiera di S. Donato (6/7 agosto) |