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Mario Equicola   (Alvito, 1470 - Mantova, 1525)

L'umanista Mario Equicola cominciò il suo viaggio nel mondo del sapere nel piccolo paesino di Alvito, da vari precettori di casa Cantelmo. Prosegui i suoi in varie città italiane tra cui: Napoli, dove si iscrisse all'Accademia del Pontano dove potette stringere amicizia con il filosofo Agostino Nifo e col Sannazaro; Roma dove ebbe come maestro Pompinio Leto, ed infine a Firenze dove frequentò l'Accademia neoplatonica di Marsilio Ficino, il cui indirizzo filosofico influenzò il suo pensiero e le sue opere.

Opere Letterarie

Libellus de Religione; De Opportunite; Il Novo Cortigiano. De vita cauta e morale; Istituzioni al comporre in ogni sorte di Rime; Libro de Natura de Amore; Iter in Narbonensem Galliam; Genealogia de li Signori da

Este, principi di Ferrara; Chronica di Mantua.

Ernesto Capocci   (Picinisco, 1798 - Napoli, 1864)

Astronomo, scrittore iniziò i primi studi nel paese d'origine per poi proseguirli nel Seminario di Sora. Fù lo zio Federico Zuccari direttore dell'Osservatorio di Napoli, ad avviarlo verso lo studio dell'astronomia. Nel 1819 divenne astronomo in seconda presso il suddetto Osservatorio e nel 1833 divenne direttore dell'Osservatorio di Capodimonte. Il Capocci iniziò subito la sua attività scientifica pubblicando una serie di scritti che gli valsero la stima dei maggiori astronomi dell'epoca.

Opere Letterarie

Scritti scientifici: indagine sulla resistenza dell'etere e sulla luce delle comete; Sul sistema plutonico dell'origine della terra; Nuova teoria della crosta superficiale della terra e del sollevamento delle montagne; Sulla periodica ricorrenza dei bolidi e degli aerolti.

Narrativa: Il primo Viceré di napoli; Relazione del primo viaggio alla luna, fatto da una donna l'anno di grazia 2057.

Aniceto Ferrante   (Atina, 1823 - Alvito, 1883)

Nato da genitori alvitani, Aniceto Ferrante ricevette la sua prima istruzione dallo zio Innocenzo, parroco in Alvito della collegiale di San Simeone. In seguito volle proseguire gli studi presso i barnabiti di Napoli, e quando decise di dedicarsi al sacerdozio entrò all'Oratorio filippino della stessa città. Fu consacrato sacerdote nel 1847 e rimase a Napoli fino al 1873. Nello stesso anno fu nominato Vescovo di Gallipoli, ma per gravi motivi di salute chiese ed ottenne di essere esonerato dal vescovato. Tornò ad Alvito dove potette dedicarsi con più intensità alla scrittura dando alla luce libri noti in tutta Italia.

Opere Letterarie

Dialogo dei giovani; Molte vite di Santi; Nuove Omelie (dettate nel tempo del suo governo dalla Chiesa di Gallipoli); Sermoni ed Omelie; Breve Orazio Mariano; Il mese di Gennaio, letture religiose e morali; Scritti rari editi e nuovi.

 

 

Giacinto Visocchi   (Atina 1819 - 1854)

Mostrò molto presto inclinazione allo studio delle lettere, acquistando un'ottima conoscenza, oltre che dei classici italiani, anche di quelli latini e greci. A Napoli frequentò la scuola del marchese Basilio Puoti, insieme al suo fratello maggiore Pasquale. questi studi lo portarono ben presto a diventare maestro. nel 1843 collaborando col Paolozzi, pubblicò una edizione annotata del Libro di Novelle e di Bel parlare Gentile. Nel 1845 tornò ad Atina per aiutare il suo fratello maggiore nella direzione di una cartiera. Quando Ferdinando II nel 1848 concesse la costituzione, egli esultò con gli altri liberali e svolse un'intensa opera per educare il popolo di Atina e della Valle a nuove idee.

Opere Letterarie

Libro di novelle e di bel parlare gentile; Testo di lingua; Catechismo giornaliero per la guardia nazionale; Dell'arte dello scrivere e dell'estetica. Lezioni dettate da Giacinto Visocchi in Napoli (pubblicate postume nel 1901, a cura del figlio Fortunato).

Gneo Petreio

Si distinse per un elevato atto di eroismo nella guerra con i Cimbri, dove, essendo la sua legione circondata dai germani, tolse il comando al suo superiore uccidendolo e riuscì coraggiosamente a salvare il suo esercito.
Ottenne dal senato romano la corona “d’erba” (graminia obsidionalis)quale riconoscimento per la sua impresa.
Dell’impresa di Petreio ne parla Plinio il Vecchio nel XXII libro della Naturalis Historia

Marco Petreio

Luogotenente di Pompeo, ebbe un ruolo importante nella repressione della congiura di Catilina e successivamente nella Guerra Civile che oppose Pompeo a Cesare;Rimase fedele a Pompeo, e probabilmente si tolse la vita all’indomani della sconfitta di quest’ultimo a Tapso (46 a.C)

Marco Petreio Cesariano  

Luogotenente di Cesare, che accompagnò in diverse campagne militari, compresa ovviamente la Gallia.
Si distinse nell’assedio di Gergovia del 53 a.C dove perse la vita eroicamente.

Lucio Apuleio Saturnino                                                                        

Politico romano di origini aristocratiche,fra i più controversi del periodo repubblicano.Ricoprì vari incarichi, come questore e tribuno della plebe e infine come console dove ebbe un ruolo decisivo nella svolta “antipopolare” di Mario.
Propose una legge agraria per la distribuzione di terreni ai veterani di Mario e pur di mantenere le sue posizioni e i suoi privilegi arrivò persino a macchiarsi di crimini.

Lucio Munazio Planco                                                                            

Ufficiale di Cesare, è probabilmente l’atinate romano più noto. Lucio nacque ad Atina nel 90 a.C, sebbene molti credono che sia nativo di Tivoli solo perché Orazio lo cita nella sue Odi.
Nella guerra civile che contrappose Antonio ad Ottaviano, appoggiò quest ’ultimo, pur non rinnegando mai il suo attaccamento ai principi repubblicani.
Condusse due colonie in Gallia dove fondò Lugdunum (poi Lione) ed Augusta Rauricorum (poi Basilea)
Nella tarda repubblica ricopre svariati incarichi politici fin che Augusto gli affida il titolo di Praefectus urbis .
Sempre sotto il principato Augusteo, Planco fa costruire all’interno del Foro Romano un maestoso tempio dedicato a Saturno (30 a.C) leggendario fondatore della propria città.

Terrisio                                                                                                                             

Scrittore; visse nel XIII sec alla corte di Federico II, verso il quale svolse importanti incarichi, fu professore all’Università di Napoli.

 

 

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