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LUOGHI DI CULTO

 

Il Santuario della Madonna di Canneto sorge nel cuore del parco Nazionale d’Abruzzo, a m. 1020 s.l.m., alle falde del sottogruppo montano del Meta, dove sgorgano freschissime le acque del Melfa, nell'amena e pittoresca valle omonima.
Una leggenda vuole che l’apparizione della Vergine sia avvenuta in località Capodacqua, luogo dove nell’antichità vi era un tempio pagano.

Narra la leggenda che la Vergine si mostrò ad una pastorella del luogo di nome Silvana: la fanciulla era intenta alla custodia del suo gregge, quando vide in mezzo alla siepe una “Bella Signora”. La pastorella ricevette l’ordine di andare in paese, ed esporre all’Arciprete la volontà della Vergine, ossia quella di costruire nel luogo un Santuario a lei dedicato.

Silvana disse di non potersi muovere in quanto avrebbe dovuto portare le pecore al piano per farle bere, ma la Madonna rispose di non preoccuparsi; improvvisamente da dietro la rupe dove ella si trovava cominciò a sgorgare acqua, dove la vergine fece cadere il suo anello che si tramutò in polvere d’oro.

La bambina corse in paese e tornò sul posto insieme ad alcuni abitanti, i quali rimasero sbigottiti nel vedere tant ’acqua mai vista prima, videro inoltre una statua di legno della Madonna simile alla Signora vista dalla pastorella, adagiata sulla rupe.

Vollero portare la statua di legno in paese, ma questa risultò essere troppo pesante da trasportare, per cui si decise di lasciarla dove era stata rinvenuta, in quanto, queste erano le volontà della Madonna.

Quella stessa rupe dove attualmente sorge il Santuario

Manifestazioni di rilievo: l’arrivo della Madonna da Settefrati, il canto delle Verginelle, la processione eucaristica alle sorgenti del Melfa, l'arrivo e l'addio delle compagnie.

Le manifestazioni religiose più solenni hanno luogo ogni anno dal 18 al 22 agosto. Masse di pellegrini, che si computano a varie decine di migliaia dai più svariati e tipici costumi, salgono ininterrottamente al santuario a rinnovare, in un fervore che non scema nel tempo, antiche e suggestive tradizioni di fede.

Il Santuario di San Gerardo in Gallinaro risale alla prima metà del XII sec, ed è ubicato nel luogo dove fù sepolto il Santo, patrono dell’ameno paesino, insieme ai suoi compagni Stefano e Pietro. L’Edificio che si presenta al visitatore risulta assai diverso dall’originario del 1100, in conseguenza dei notevoli restauri e riedificazioni successive :

esso presenta una facciata rettangolare divisa in tre parti da lesene verticali (pilastri con funzione decorativa)sormontate da un timpano semicircolare. L’interno del santuario è costituito da tre navate, di cui, la centrale con volta a botte.

Assai interessante la decorazione interna, con diversi quadri ed affreschi, e di questi ultimi, molto suggestivo è quello della cupola, raffigurante “i quattro pellegrini” e realizzato nel settecento dalla scuola napoletana.  Le notizie relative a questo Santo di origine inglese (sebbene alcuni sostengano che sia originario dell’Alvernia in Francia)sono poche e frammentarie, molte delle quali, a dir poco degne di una leggenda omerica.

Secondo la tradizione Gerardo nacque nel 586 nella città di Silions e fu fra i primi britannici a convertirsi al Cristianesimo.

Nel 628 partì, insieme ad altri compagni, per la Terrasanta, e, nel viaggio di ritorno, si fermò sul Gargano dove visse in contemplazione per alcuni anni.

Ripartito per tornare nella sua terra natia, morì di peste dopo essersi ammalato, venne sepolto nel luogo dove oggi splende il suo Santuario.

Venticinque anni dopo la morte del Santo, nel luogo dove egli riposava si adagiò un pellegrino moribondo che ebbe la famosa “visione del Santo”, dopo di che  guarì dal suo male.

Per ulteriori informazioni:

sito internet - www.comune.gallinaro.fr.it /Santuario

libro - …venti secoli sulla collina; D.Celestino, Centro Studi Cominium, 1980.

Santuario del Bambin Gesù

Da molti anni a questa parte la piccola cittadina di Gallinaro è terra di pellegrinaggio da parte di un nutrito numero di fedeli e curiosi, i quali, per ragioni ovviamente diverse, vogliono vedere il luogo dove alla fine degli anni quaranta una bambina di 10 anni ebbe un’esperienza che cambiò per sempre la sua vita.

Era l’anno 1947: Due giorni prima di ricevere la Prima Comunione Giuseppina Norcia stava giocando all’aperto, nel luogo dove attualmente sorge la cappellina, quando improvvisamente vide qualcosa di luminoso scendere dal cielo.

Era Gesù Bambino,adagiato su una nube; gli sì presentò davanti; le sorrise, e poco dopo scomparve.

La piccola Giuseppina incredula e allo stesso tempo felice, raccontò tutto alla madre e, in cuor suo, desiderava rivivere l’esperienza che aveva vissuto, ma  sarebbe stata esaudita solo molti anni più tardi.

Nel 1974 Giuseppina malata e triste per la prematura morte del marito, ricevette di nuovo la visita del Signore Gesù, con lui c’erano anche la Madonna e S.Michele Arcangelo;

Se l’apparizione di Gesù Bambino la commosse e le fece enorme tenerezza, questa seconda visione di Gesù adulto la lasciò  quasì senza parole.

“La maestà del Signore era incomparabile; la sua bellezza straordinaria”

“Da lui emanava un profumo di Paradiso; i capelli avevano un riflesso d’oro”

In questa seconda apparizione il Signore affidò a Giuseppina alcuni compiti, come quello di edificare nel luogo della prima apparizione una “Culla per Lui” ( la quale venne realizzata un ‘anno più tardi), e le disse anche come avrebbe dovuto sconfiggere Satana, che, la notte successiva  sarebbe venuto a trovarla.

Giuseppina vive in paese, a Gallinaro, circondata dall’affetto dei suoi cari ma i suoi colloqui con Gesù continuano, mentre il piccolo Santuario, immerso nell’amena campagna di Gallinaro, continua a ricevere quasi giornalmente visite di numerose persone attratte dalla sacralità del luogo.   

Sito web : www.nuovagerusalemme.it

Il Santuario, dedicato allora a S.S Maria delle Grazie,venne duramente saccheggiato dai Saraceni,avvenimento questo che segnò l’abbandono della località da parte dei monaci Cassinesi.

L’origine di questo Santuario, insieme all’adiacente romitorio,va fatta risalire al X sec, quando un gruppo di frati Benedettini  lo edificò su un terreno di proprietà della famiglia Agostini in Fontechiari.

Finito il periodo funestato dalle incursioni saracene i Benedettini tornarono a Fontechiari,nel locale Santuario, portando con loro il celebre ritratto della Madonna

Proprio durante questo periodo il Santuario cambiò nome e venne intitolato alla S.S Maria dei Fratelli .

Durante gli anni venti il locale adiacente la Chiesa venne adibito ad Asilo, in memoria dei caduti della grande guerra, gestito da Suore.

Dal punto di vista artistico il Santuario contiene un interessante Crocifisso ligneo medievale di età romanica, mentre il noto quadro della Madonna dei Fratelli viene custodito presso la Chiesa Parrocchiale di Fontechiari .

Il culto di San Michele Arcangelo si diffuse enormemente in epoca medievale grazie ai longobardi che avevano per “l’Angelo guerriero” una particolare devozione, tanto e vero che veniva da essi assimilato al dio germanico Odino (o Wotan).
 Con l’occupazione longobarda dell’Italia meridionale (VI –VII sec.) - dove si formerà il potente ducato di Benevento - il culto di San Michele raggiunse le nostre terre e si vennero ad erigere molte Chiese dedicate ad esso, alcuni di questi luoghi di culto non esistono più (Fontechiari), altri come nel caso di Broccostella,sono arrivati sino ai giorni nostri.
 Della Chiesa di San Michele di Brocco si hanno notizie scritte dal 1593, quando, in seguito alla visita del Vescovo Antonio Salomone, fu fatto un inventario di ciò che vi era all’interno della struttura e le sue condizioni generali .
 Furono in seguito eseguite molte riparazioni, ad esempio dopo il terremoto del 1915 quando cadde il tetto ed i campanili, o nel 1984 con altre lesioni causate ai muri perimetrali. Oggi la chiesa di San Michele,sopravvissuta a molte calamità, domina dall’alto del colle Brocco non solo l’omonimo centro, ma la sua imponente sagoma troneggia su tutta la Valle del Liri ed in parte sulla Valle di Comino.
 Il Santuario presenta al suo interno una sola navata centrale, terminante con una nicchia dove è collocata la statua di San Michele; le nicchie laterali contengono le statue di San Francesco e San Luigi Gonzaga; le cappelline poste sulla destra contengono, fra le altre cose, un bel crocifisso ligneo e e una piccola statua di Gesù Bambino, a seguire poi gli altari dedicati alla Madonna del Rosario, la Madonna con San Carlo e San Giacomo e la Madonna delle Chiaie. Le cappelline di sinistra presentano un quadro di San Francesco e le statue di Sant’Antonio di Padova e del Sacro Cuore.
 All’interno della chiesa vi è una lapide, in prossimità dell’ambone, dove si ricorda il medico Paolino Conte sepolto sotto l’antico pavimento.
 
 
 (G.Musolino – Broccostella : storia civile e religiosa – Comune di Broccostella )

 

 

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